venerdì 15 gennaio 2010
Russia e Turchia a colloquio su gasdotto South Stream e oleodotto Samsun-Ceyhan
sabato 24 ottobre 2009
Il celebre hotel Ucraina cambia nome
Mosca cancella l'Ucraina dalla mappa degli alberghi della capitale: il gastiniza Ukraina uno dei sette grattacieli staliniani che fa da sentinella al Kutuzovski Prospect, di fronte alla Casa Bianca del governo russo, riaprirà con il più prosaico nome di Radisson Royal all'inizio del 2010, dopo due anni e mezzo di ristrutturazione e un passaggio di proprietà in salsa azera non del tutto trasparente. 
martedì 13 ottobre 2009
"Un eroe del nostro tempo"
lunedì 12 ottobre 2009
Russia sempre più Unita

mercoledì 7 ottobre 2009
La Russia e il grande gioco dei gasdotti (Limes)

di Franceso Sisci, Massimo Nicolazzi, Carlo Stagnaro, Stefano AgnoliCi stiamo consegnando a Mosca? Meglio South Stream o Nabucco? Servono più tubi? Da un articolo (in inglese) di Francesco Sisci è nato un interessante dibattito via mail tra l'autore, Massimo Nicolazzi, Carlo Stagnaro e Stefano Agnoli, che riteniamo utile riproporre ai lettori di LimesOnline.
Russia plays pipeline politics
Il South Stream è una potenziale arma con cui la Russia può mettere sotto scacco l'Europa. Da buon giocatore di scacchi la Russia può trasformare una posizione difensiva nei confronti dell'oleodotto rivale Nabucco, in una mossa offensiva. Mosca può ristabilire la vecchia area di influenza sovietica, ottenere quel tanto cercato accesso al Mediterraneo dopo tre secoli di fallimenti e avere una posizione dominante in Europa.
di Francesco Sisci
http://www.atimes.com/atimes/Central_Asia/KI25Ag01.html
su Limes il resto del dibattito.....
Il South Stream è una potenziale arma con cui la Russia può mettere sotto scacco l'Europa. Da buon giocatore di scacchi la Russia può trasformare una posizione difensiva nei confronti dell'oleodotto rivale Nabucco, in una mossa offensiva. Mosca può ristabilire la vecchia area di influenza sovietica, ottenere quel tanto cercato accesso al Mediterraneo dopo tre secoli di fallimenti e avere una posizione dominante in Europa.
di Francesco Sisci
http://www.atimes.com/atimes/Central_Asia/KI25Ag01.html
martedì 6 ottobre 2009
Omicidio Politkovskaja, i fatti all'epoca
Pubblico un frammento della mia tesi di laurea "La libertà dei media nella Russia di Putin" (2006) dedicato all'omicidio di Anna Politkovskaja, scritto pochi giorni dopo i fatti.
Chi conosce la Russia sa bene che non c'è mai limite allo stupore. E molti, in fondo, non
devono essere stupiti nell'apprendere la notizia dell'ultimo omicidio eccellente nel
mondo del giornalismo, fino ad oggi. Nel già grigio cielo dell'informazione russa,
infatti, piomba come l'ennesimo fulmine l'assassinio della giornalista Anna
Politkovskaja, freddata con quattro colpi di pistola il pomeriggio del 7 ottobre 2006,
mentre entrava nell'ascensore della sua abitazione, con in mano le buste della spesa.
Firma di uno degli ultimi organi di stampa realmente indipendenti nel panorama
mediatico nazionale, il settimanale Novaja Gazeta, la giornalista 48enne era nota in
tutto il mondo – sebbene fosse apprezzata più all'estero che in patria – grazie al carattere
libero e autonomo della sua attività. Pluripremiata a livello internazionale1
rappresentava oramai l'unica voce indipendente capace di raccontare il conflitto ceceno
con coraggio e obiettività. E della guerra in Cecenia era sempre stata una forte
oppositrice, scrivendo articoli e libri – tradotti in diverse lingue – nei quali non lesinava
critiche durissime alla politica del Cremlino, incarnata nel presidente Putin, di cui ne
biasimava la capacità, l'indole, ma soprattutto la cultura politica. Molti sapevano, lei per
prima2, che per via della sua professione – o per meglio dire del modo in cui esercitava
la propria attività - si era fatta molti nemici, soprattutto fra le alte sfere del potere
politico-economico. Ciononostante non si era mai tirata indietro, anche dinanzi alle
numerose e frequenti minacce che riceveva, e persino dopo aver subito un tentativo di
avvelenamento3.
La notizia dell'omicidio della giornalista viene lanciata alle 17.53 (ora locale di Mosca)
dall'agenzia Itar Tass e in poche ore ripresa dai principali organi di stampa, nazionali e
stranieri. Sin dalle prime battute è facile intuire la natura dell'assassinio. La possibilità
di una rapina viene scartata subito dagli investigatori che parlano invece di “omicidio
premeditato”. Secondo gli inquirenti – riporta il notiziario Vesti – si è trattata di
1 Nel 2000 ha vinto il Golden Pen Award dell'associazione dei giornalisti russi per le sue cronache dal
fronte ceceno; nel 2003 le è stato conferito in Danimarca l'OSCE Prize per il giornalismo e la democrazia;
ha vinto anche il premio Sacharov, e altri ancora.
2 Più volte aveva dichiarato ad amici e conoscenti che solo la sua notorietà all'estero le aveva permesso di
continuare il suo lavoro in Russia.
3 Mentre cercava di raggiungere Beslan per raccontare i fatti e tentare forse una mediazione con i
sequestratori. La giornalista, infatti, già nel 2002 aveva mediato con successo durante i fatti della
Dubrovka, riuscendo a entrare nel teatro e a trattare parzialmente con i terroristi.
“un’esecuzione vera e propria perché i colpi sono stati esplosi prima al tronco del corpo
e poi in testa”1. In altre parole, un omicidio su commissione meticolosamente studiato e
messo in atto dai suoi sicari2. E proprio sulla natura dell'omicidio gran parte dei
principali mezzi di comunicazione, in patria3 e soprattutto all'estero, sono unanimi nel
fornire un giudizio politico dell'accaduto, collegando l'omicidio all'attività professionale
svolta dalla giornalista4.
Ma in Russia esistono ovviamente delle eccezioni. Fra queste, per esempio, il
quotidiano Izvestija che, a differenza di altri, non pubblica la notizia sul proprio sito
internet fino alla mattina del giorno successivo all'omicidio (8 ottobre). Inoltre, stupisce
il commento del direttore del giornale, Vladimir Mamontov, che a poche ore dai fatti
afferma: “l’omicidio della Politkovskaja non è in relazione con la sua attività
professionale. Sostenere il contrario sarebbe solo una strumentalizzazione politica”5.
Non a caso viene pubblicato un articolo6 in cui l'ipotesi avanzata dalla gran parte della
stampa nazionale e internazionale - che vede nel vertici del Cremlino7 e nel presidente
ceceno Ramzan Kadyrov8 i probabili mandanti dell'omicidio - viene considerata, invece,
come la meno attendibile9. Dello stesso avviso anche il quotidiano Moskovskij
Komsomolec - che preferisce citare un piano che circolava in Internet secondo il quale i
sostenitori di Chodorkovskij avrebbero ordinato l'omicidio per poi incolpare il Cremlino
e scatenare una rivoluzione “arancione” anche a Mosca – e il commentatore televisivo
Michail Leontiev “che parla apertamente di provocazione per aprire uno scenario
1 Vesti, 7 ottobre 2006
2 Nei giorni successivi all'omicidio gli sviluppi delle indagini dimostrano che il sicario della giornalista
non ha agito da solo, ma con l'aiuto di altre quattro persone.
3 La maggior parte dei quotidiani russi dedica l'apertura all'omicidio: Kommersant titola Žurnalist
promenjal žizn' na professiju (Una giornalista ha dato la vita per la sua professione); Gazeta: Smert'
žurnalist (Morte di una giornalista)
4 Questi alcuni titoli della stampa estera: The Sunday Times, Un'altra voce critica assassinata nella
Russia di Putin; El Mundo, Assassinata la giornalista che denunciò gli abusi di Putin; meno evidente la
notizia sulla prima pagina del New York Times che scrive Voce contro il Cremlino uccisa a Mosca.
5 Radio Ekho Moskvy, 7 ottobre 2006
6 Za čto ubili Annu Politkovskuju?, da Izvestija, 9 ottobre 2006
7 Questa l'interpretazione avanzata dal filosofo e amico della giornalista André Glucksmann,vedi La
Stampa e La Repubblica, 8 ottobre 2006
8 Che la giornalista aveva più volte attaccato nelle sue inchieste. Nell'ultima intervista rilsciata a Radio
Svoboda Politkovskaja aveva dichiarato: “Il mio augurio personale nel giorno del compleanno di Kadyrov
è di vederlo seduto sul banco degli imputati e che ci siano un'inchiesta e un processo rigoroso con l'elenco
di tutti i crimini che ha commesso”, tratto da Internazionale, 13/19 ottobre 2006
9 Nell'articolo, invece, vengono privilegiate due piste alternative: la prima vede l'omicidio orchestrato da
personalità ostili al Cremlino al fine di una destabilizzazione politica del paese e la seconda identifica gli
autori nell'estremismo di matrice xenofoba e nazionalista. Vedi Za čto ubili Annu Politkovskuju?, da
Izvestija, 9 ottobre 2006
ucraino”1. Ma a stupire ancor di più è soprattutto il silenzio del Cremlino. Ci vogliono
infatti ben due giorni prima che le autorità rilascino una dichiarazione sull'accaduto –
peraltro striminzita - attraverso le parole dello stesso Putin che si limita a promettere
un'inchiesta obiettiva e allo stesso tempo smentisce un qualsiasi coinvolgimento
affermando che “l'assassinio della Politkovskaja è un grave danno per la leadership
russa, specialmente quella cecena”2. La conduzione delle indagini, a poche ore dai fatti,
passa nelle mani del procuratore federale Jurij Čajka, “segnale indiretto che le autorità
vogliono mostrare la loro preoccupazione per l'omicidio di una delle più famose
giornaliste russe”3, ma che viene interpretato da molti come un tentativo di controllare
l'inchiesta e i suoi esiti. Secondo Nina KruščeÅNva4 “il fatto che le indagini siano state
assegnate al procuratore Čaika non ispira speranza [..] anzi, il coinvolgimento dei
massimi vertici del governo russo è quasi una garanzia che gli assassini non verranno
mai trovati”5.
Sotto la guida del procuratore designato dal Cremlino, gli inquirenti sequestrano il
materiale su cui stava lavorando la Politkovskaja, fra cui l’hard disk del suo computer
nella sede del giornale, dove secondo i colleghi di Novaja Gazeta erano presenti dettagli
importanti sull'ultima inchiesta che la giornalista si apprestava a pubblicare e che
riguardava l'utilizzo della tortura da parte dei miliziani di Kadyrov6. La fiducia nelle
autorità è talmente bassa che il giornale decide di condurre un'indagine autonoma
sull'omicidio7, stanziando, inoltre, una ricompensa milionaria per chi dovesse fornire
informazioni rilevanti ai fini dell'inchiesta. Ma come insegnano i precedenti altrettanto
nefasti, tutto lascia presagire che non verranno mai trovati né gli autori materiali
dell'omicidio né tanto meno i mandanti, facendo della vicenda l'ennesimo caso irrisolto.
Sebbene non esistano prove concrete per collegare l'omicidio della giornalista ai vertici
del potere che comanda in Russia, è altrettanto vero che, negli ultimi anni, il Cremlino
non è mai riuscito ad assicurare alcun colpevole alla giustizia né si è dimostrato - nei
fatti - capace e intenzionato a difendere la categoria dagli attacchi provenienti da più parti,
relegando i media in un isolamento sempre maggiore. In uno dei suoi ultimi
articoli Anna Politkovskaja aveva scritto: “Io scrivo libri e pubblico articoli. Bisogna
spiegare come vanno le cose e dire che se il sistema sentirà la necessità di eliminare
qualcuno, questo qualcuno verrà eliminato senza scrupoli”.
1 Anna Zafesova, Russia, Ue e Usa chiedono la verità, da La Stampa, 9 ottobre 2006
2 La Repubblica, 11 ottobre 2006
3 Anna Zafesova, Russia, Ue e Usa chiedono la verità, da La Stampa, 9 ottobre 2006
4 Docente di Affari internazionali alla New School University
5 Nina KruščeÅNva, Come ai tempi d'oro del Kgb, da La Repubblica, 10 ottobre 2006
6 Lunedì 9 ottobre, Novaja Gazeta pubblica alcuni stralci dell'inchiesta e gli ultimi appunti della
giornalista, corredati da alcune foto.
7 È l'ex presidente Michail Gorbacëv, azionista del settimanale, ad affermarlo all'agenzia Interfaks, 7
ottobre 2006 link http://www.interfax.ru/r/B/politics/2.html?id_issue=11600929
lunedì 5 ottobre 2009
Omicidio Politkovskaja: tre anni dopo
Un processo miseramente fallito, una nuova inchiesta appena ripartita, altri giornalisti e difensori dei diritti umani uccisi o costretti alla fuga e l'ong Memorial costretta a difendersi dall'accusa di diffamazione da parte del presidente ceceno Ramzan Kadyrov: è il triste bilancio a tre anni dall'omicidio della giornalista di opposizione Anna Politkovskaia, uccisa a Mosca da un killer il 7 ottobre del 2006 nell' ascensore di casa. E mentre i suoi colleghi della Novaia Gazeta preparano le iniziative per il terzo anniversario della morte, il vicedirettore della testata Serghiei Sokolov alza il tiro criticando il premier russo Vladimir Putin per aver imposto Kadyrov alla guida della Cecenia. 